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Record al Monviso

Freccia rossa sul Re di Pietra

L’impresa lunedì 29 agosto: da Pian del Re al Monviso, andata e ritorno, in 3h12’42"

In una magnifica e tersa mattinata di fine agosto 2011 un brivido rosso ha scosso il Re di Pietra: l’evento era stato preparato in gran segreto.

Paolo Bert, da Bricherasio, è il protagonista: classe 1978, tesserato per la Podistica Valle Infernotto. Nelle fatiche di montagna fa parte del team La Sportiva. Eccellente atleta di livello internazionale da un decennio domina il mondo dello sky race o della corsa in montagna.

Nell’anno del 150° della prima salita al Monviso, molte le manifestazioni, ma quella che vi raccontiamo non appartiene a nessun calendario. Torniamo, quindi, all’”evento”: la ricerca di un cronometraggio ufficiale: chi meglio di Danilo Gaborin, storico misuratore del tempo della Federazione Cronometristi di Cuneo. Lo stesso crono che aveva registrato il 6 settembre 1986 il record di sola salita al Monviso, sempre dal Pian del Re, di Dario Viale, che salì la via sud in 1h48’54”.

Si tenta una impresa diversa: ancora la sud del Monviso, stessa partenza da Pian del Re ma salita e discesa. Alle 8 la partenza dal pian del Re in perfetta solitudine ad affrontare il Re di Pietra.

Sale come se fosse la consueta gara domenicale: pur senza avversari il ritmo è quello giusto. Enrico lo vede transitare al Rifugio Sella dopo 41 minuti esatti. Osserva il passaggio Hervè Tranchero, storico gestore del rifugio. Con rispetto Paolo lo aveva preavvertito quasi chiedendo il permesso di potere realizzare un sogno: permesso accordato “a voi corridori questa montagna vi incista” dice il testimone vivente della storia recente del Monviso. Lui sa che l’alpinismo è anche competizione e che le passioni occorre gestirle ma non sopprimerle…

Alle 9,02 spunta al Colle delle Sagnette: è un punto molto rischioso per possibili scariche di pietre. Ad attenderlo Luca , Paolo, Beppe e Marco. Un tratto meno verticale e poi su alla ricerca della parete sud. Il transito all’Andreotti avviene dopo 1h24’ circa dalla partenza. Ad incitare lo sforzo solitario anche alcuni alpinisti che, preavvisati da Hervè, cedono i passo all’uomo che insegue il suo sogno.

Imerio è in vetta: è lui il delegato dal Cronometrista per la verifica del passaggio in vetta. E’ dotato di orologio satellitare e radio. Ore 9,58: Paolo è in vetta dopo 1h58’03” . Il record di sola salita resiste ma questa è un’altra storia. Poco più di un minuto di sosta per la foto ufficiale e poi giù per un verticale incredibile: è qui che Paolo costruisce il capolavoro. L’altro Paolo, inteso come Perotti, lo osserva dalle Sagnette . Uno spettacolo la discesa agile e controllata laddove di norma ci si arrampica. 17 minuti dalla vetta all’Andreotti e poi via verso la scarica di pietre del Colle delle Sagnette . Il transito al Quintino fa presagire il livello della prestazione. 2h41’ il tempo di passaggio.

Al Pian del Re, Danilo attende per ufficializzare l’impresa: l’atleta, maglietta rossa della Podistica Valle Infernotto, compie gli ultimi passi dal Lago Fiorenza ed alle sorgenti del Po fa registrare il tempo totale di 3h12’42” (discesa in 1h14’39”)!

Cosa aggiungere: è un’impresa sportiva che non porta medaglie. Ammirazione, forse un po’ di invidia.

Il piccolo uomo che sale il grande monte sa che non lo “vince” ne lo “conquista”, semplicemente lo accarezza , lo rispetta e lo ringrazia per avergli permesso, in un giorno di fine agosto, di realizzare un sogno che durerà una vita.

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