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Sabato 11 Agosto


La marcia nel centro di Londra

A Londra era la giornata della marcia, con la 50 km maschile e la 20 km donne in programma proprio davanti al Buckingham Palace. In entrambe le gare grande attesa per la sfida fra Cina e Russia, dopo il trionfo dei Cinesi nella 20 km uomini. Anche questa volta pubblico delle grandi occasioni.

Nella 50 km maschile, orfana del campione olimpico Alex Schwazer, successo del russo Sergey Kirdyapkin, che frantuma il record olimpico di Alex di quattro anni fa. Argento all’australiano Tallent, in rimonta sul cinese Si Tianfeng (allievo di Sandro Damilano).

Spettacolare e ricca di colpi di scena anche la 20 km donne, conclusasi con il nuovo record del mondo. La favoritissima, Olga Kaniskina parte fin dal primo metro in fuga, 5-10 secondi a km più forte di tutte le altre marciatrici. Soltanto la cinese Liu, che si allena a Saluzzo, prova a tenerle testa. Al quinto km anche lei si rende conto che il ritmo è troppo alto e la russa resta da sola in testa alla gara. Alle spalle della Kaniskina si forma un quintetto (due russe e tre cinesi), seguito dalla cuneese Elisa Rigaudo, che saggiamente aveva scelto di non partire con la testa della corsa.

Finale da thrilling, con la Liu che cede, scendendo in quarta posizione e la russa Lashmanova che rimonta inesorabilmente fino a superare ai 19.800 Olga la Kaniskina, autrice fino a quel punto di una prova in solitaria. La Lashmanova supera la connazionale sul rettilineo d’arrivo e forza l’anadatura fino all’ultimo metro, migliorando così, nel giorno più importante, il record del mondo  (NWR 1h25"02) e beffando la connazionale Kaniskina.

Settimo posto finale per mamma Elisa Rigaudo, ad appena 20 secondi dal suo record personale. Per la Cuneese si tratta della terza finale olimpica (dopo il bronzo a Pechino e la sesta posizione ad Atene otto anni fa). Elisa ci scherza su “ho fatto il mio season best, ma continua a sfuggirmi il primato italiano, a Pechino l’ho mancato per 3 secondi, qui per 25, vuol dire che non posso ancora smettere”. E di questo passo speriamo di poter di raccontare le imprese di mamma Elisa anche ai prossimi Giochi Olimpici del 2016.

 

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