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I più forti siamo noi...

Martin 3°, Bernard 4°

Nei mondiali di Tirana gli azzurri salgono sul "tetto del mondo" e conquistano l’oro

 

 
TIRANA (ALBANIA) - Nel cuore gli affetti, nelle gambe la grinta, nella testa la determinazione. Il risultato di questo bel mix di ingredienti, impiantato sui due campioni di Rore, Martin e Bernard Dematteis, sono stati il bronzo individuale di Martin, il quarto posto individuale di Bernard e l’oro a squadre per l’Italia ai Campionati mondiali di corsa in montagna disputati a Tirana domenica 11 settembre.
Certo l’oro a squadre non è stato soltanto merito loro, ma di un team che dopo tre anni torna a far parlare di sè ed a ricordare che l’Italia, nella corsa in montagna ha da dire la sua, e che, soprattutto, non è solo grande tradizione ma attualissimo e competitivo presente.
E così, al terzo e quarto posto dei Dematteis, si unisce il quinto di Marco De Gasperi ed il 14° di Gabriele Abate: il risultato è una vittoria schiacciante (26 i punti dell’Italia) sulla Turchia (65 punti) e sulla Francia (77 punti).
Se si aggiunge, poi, l’oro delle senior femminili ed il bronzo degli junior maschili, la Federazione ha di che per festeggiare. Ma torniamo alla gara senior uomini, dove erano impegnati i beniamini del Marchesato (Eesercito), allenati da Giulio Peyracchia.
Per loro un circuito da ripetere tre volte per un complessivo di oltre 12 km. di lunghezza. Come anticipato, la condizione di forma era ottima per il campione italiano Martin, meno buona per il fratello Bernard.
Per entrambi l’impostazione della gara è stata simile, lasciando sfogare gli ugandesi, i Dematteis rimangono in attesa nel gruppo di inseguitori.
Poi inizia il crollo degli ugandesi ed il recupero, con una bella gara in progressione per il gruppetto di inseguitori. Alla fine del secondo giro Thomas Ayeko (Uganda) prova a fare il vuoto, tallonato a una trentina di secondi dallo statunitense King e dal turco Arslan, quindi al quarto posto c’è Martin e Bernard è 7° dietro ad altri due ugandesi.
Nell’ultima salita si rimescolano le carte con un grandissimo recupero degli azzurri, con Bernard e De Gasperi che superano gli ugandesi e agguantano la 5° e sesta posizione. La gara si decide a 500 m. dal traguardo, con il crollo dell’ugandese al comando, la vittoria dello statunitense King su Arslan e su Martin Dematteis. Di seguito le emozioni ed i commenti a “caldo”.
«Sto toccando il cielo con un dito – commenta al telefono Martin Dematteis, appena atterrato a Malpensa e prossimo al rientrando a casa dove lo attendono amici e parenti per festeggiare -. Lo so che lo dico tutte le volte ma non sono mai andato così in alto. Una medaglia di bronzo al mondiale non ha nulla a che vedere con l’argento agli Europei. Ero in gran forma e mi aspettavo di entrare nei primi 10 alla vigilia, poi è arrivata la notizia che non ci sarebbe stata l’Eritrea, ed ho iniziato a sognare la 5ª-6ª posizione. A 500 m. dall’arrivo ero ancora 4°, quando l’ugandese è scoppiato e mi sono ritrovato in terza posizione non ci potevo credere. Ho corso gli ultimi 300 m. con uno stato d’animo indescrivibile. Non ne avevo più quando ho tagliato il traguardo, eppure non sentivo la fatica per la felicità. È stata un’esperienza magnifica, me la sono goduta fino in fondo e me la godo ancora nei ricordi della gara, della premiazione, del tuffo in piscina che abbiamo fatto con la squadra per festeggiare, della festa che c’è stata. Un’esperienza che ho vissuto a 360° anche grazie alla forza delle persone che sono nel mio cuore».
«Agli eventi internazionali riesco a tirar fuori quel qualcosa in più che mi permette di fare prestazioni al di sopra di quanto ci si aspetti – commenta Bernard, pungolato dalla nostra domanda “ma se eri in forma che cosa facevi? - E’ un quarto posto che vale come una vittoria, anche se è la terza volta che arrivo quarto... quasi quasi scrivo un libro “l’uomo di legno”.. .
Sono molto orgoglioso dell’oro a squadre, una vittoria importante che arriva dopo tre anni in cui manca il metallo pesante nei mondiali. Alla partenza ero spaventato per l’eccessivo caldo, sopra i 30°. Non amo particolarmente il caldo, anzi lo patisco molto, come nell’ultima prova dell’italiano.
Ma questa volta, grazie anche ai tecnici ed ai collaboratori della nazionale che distribuivano acqua durante il percorso, sono riuscito a reggere bene ed ho gestito le forze come volevo lungo la gara, riuscendo a correre in progressione e recuperando posizioni. Concludo, se posso, con un ringraziamento speciale rivolto a tutta la mia famiglia: è grazie al loro starmi vicino quotidiano che siamo riusciti a diventare quello che siamo... due piccoli campionicini. Grazie».
«Il percorso a circuito - dice il tecnico Giulio Peyracchia - senz’altro non rispecchia i veri canoni della corsa in montagna, facendo mancare alcune difficoltà tecniche che sono proprio delle peculiarità della specialità. D’altro canto è vero che, strutturato a circuito, risulta essere molto spettacolare per i numerosi passaggi e la maggiore visibilità dell’evolversi della competizione! Per quanto riguarda la preparazione tecnica, ho seguito con i gemelli la linea di preparazione in cui crediamo da tempo: decidere un obiettivo e poi prepararlo con attenzione, con allenamenti specifici, senza mai tralasciar di lavorare sulla velocità. I ragazzi sono stati eccezionali.
Ci tengo a ringraziarli per le emozioni che continuano a regalarmi e, soprattutto, per la fiducia che mi hanno dimostrato anche dopo il passaggio al Cs Esercito: avrebbero potuto scegliere di farsi allenare da tecnici professionisti a livello nazionale, invece hanno deciso di proseguire insieme!
I gemelli, appena finita la gara, mi hanno subito telefonato, e con grande emozione hanno voluto dedicare questo successo, che è vittoria, alla Podistica Valle Varaita, per il legame forte che continua a mantener i rapporti compatti. Continuano infatti ad allenarsi con noi ed è come se fossero sempre ancora con noi. Questo senz’altro contribuisce anche sul fattore motivazionale e umano.
Martin: l’anno scorso la microfrattura gli aveva impedito di gareggiare il mondiale in un momento di condizione strepitosa dopo il titolo italiano conquistato a Susa al Challenge Stellina con una gara fantastica. Oggi si è preso la soddisfazione di dimostrar il suo valore e salire su quel podio mondiale che ha un valore speciale. 
Bernard conquista per la terza volta un 4° posto mondiale (2008 Crans Montana Svizzera, 2009 Campodolcino Italia) che gli fa davvero onore! Conferma la sua capacità di esser autore di performance eccezionali negli appuntamenti internazionali! Grandioso!»
giorgia durbano

Corsa in montagna Mondiali Tirana 11/9/2011

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